Internazionale
M.O.: SEMPRE PIU' FORTI LE MINACCE DI GUERRA. ANCHE IL LIBANO SULL'ORLO DI UNA CRISI
Continui scambi di razzi, costanti sorvoli israeliani sul territorio libanese e violente accuse verbali hanno scandito gli ultimi anni di tregua tra Libano e Israele. Insomma, fino ad ora tanta retorica e nessun bagno di sangue. Ma oggi sembra che queste piccole scaramucce non siano che un assaggio e un presagio di ciò che è alle porte. Infatti, sebbene la stagione estiva e il nuovo record di arrivi turistici sembrino aver fatto dimenticare i continui allarmi rossi dell'inverno appena trascorso, i media libanesi non hanno mai smesso di diffondere notizie preoccupanti. Quattro anni dopo l’ultimo conflitto con Israele, il Libano sembra essere nuovamente esposto al rischio di una guerra.
UNA NUOVA GUERRA TARGATA USA?
Nubi minacciose si addensano nei cieli mediorientali e ulteriori venti di guerra soffiano sulla regione più martoriata del Mondo. Già il 9 giugno il Consiglio di Sicurezza delle NU aveva approvato una risoluzione contro l’Iran che prevede sanzioni ai Pasdaran, alla maggiore compagnia di navigazione del paese e a due suoi istituti bancari, oltre al bando per la vendita di armi e alla possibilità d’interdizione e perquisizione di navi sospettate di favorire il programma nucleare e missilistico iraniano. Non considerandole sufficienti. Obama, non più di una settimana fa, ha firmato la legge con la quale il Congresso americano ha inasprito tali sanzioni, prevedendo castighi severi – leggi perdita di commesse e affari con gli Stati Uniti ed i suoi alleati – per quelle compagnie che commercino con l’Iran, soprattutto nel settore dei combustibili, dove, paradossalmente, Teheran, pur essendo uno dei principali produttori di greggio, non ha raffinerie sufficienti per il proprio fabbisogno.
ECCO CHI PAGA MOISES NAIM, FREEDOM HOUSE, REPORTERS SANS FRONTIERES E LA LORO INFORMAZIONE AL GUINZAGLIO
Il riscatto in atto in molti paesi dell'America latina dove le popolazioni hanno eletto governi progressisti, preoccupa -non tanto a sorpresa- quello che viene definito l'occidente democratico, il nord del mondo, la proba Europa. Adesso che è finita l'epoca del Plan Còndor, nato ai tempi di Nixon e Kissinger per sterminare tutte le opposizioni del continente a sud del Texas, e ora che l'America latina si sta scrollando di dosso il suo ruolo di “cortile di casa” degli Stati Uniti, c'è un chiaro tentativo di usare scorrettamente l'informazione per irridere o esecrare quei capi di stato che stanno facendo scelte non convenienti alle economie del nord del mondo e alle multinazionali, fino a ieri abituate a usare le risorse di molti paesi come gli pareva. Quello che dà più fastidio non sono tanto le costituzioni di nazioni come l'Ecuador di Correa e la Bolivia di Evo Morales, dove la natura ha un nuovo rispetto e una nuova dignità, come un vero essere umano, ma organismi che stanno nascendo, o che stanno acquistando un peso più preciso, come l’Alba [Alternativa bolivariana per i popoli dell’America], il MercoSur, il Banco del Sur, TeleSur o Unasur [che prende il posto dell'Organizzazione degli stati americani ] e che preannunciano una comunità economica latinoamericana, sullo stile di quella europea, non certo gradita ai vecchi poteri del mondo post-industriale.
