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CONTRO LA CRISI DELL'AGRICOLTURA E CAROVITA, COSTRUIRE UN PIANO DELLA SOVRANITA' ALIMENTARE NAZIONALE
Nel primo trimestre 2010 crollano i prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori (-6,2% in un anno), mentre risalgono i costi (+1,2%). È quanto emerge dai dati diffusi questa mattina dall'Istat che avvia la pubblicazione delle nuove serie degli indici dei prezzi per il settore agricolo, calcolati su una nuova base (2005=100) e armonizzati a livello europeo. Ci chiediamo come mai, pur in presenza di diminuzioni così importanti dei prezzi per i prodotti agricoli, non si verifichi un altrettanto fenomeno di ribasso per i prezzi dei prodotti che acquistano i cittadini. In realtà questo avviene perchè la grande distribuzione riesce a imporre i propri prezzi ai produttori attraverso intermediatori massimizzando così i ricavi senza poi diminuirli al bancone. Chi tiene in mano la filiera, insomma, è in grado di determinare il prezzo alla fonte così come alla vendita raddoppiando i guadagni. Non è un paradosso sentire nelle campagne produttori che ti dicono che i prezzi sono talmente bassi da non poterci più rientrare, così come sentire cittadini che ti dicono che i prezzi al bancone aumentano. Ma non è finita, se questo è vero, è altrettanto vero ed intollerabile che per avere un prezzo competitivo del prodotto si faccia ricorso ad una forza lavoro bracciantile le cui condizioni sono sempre più degradate e fuorilegge. Se il mercato insomma fissa il prezzo chi fa la legge nei campi è il malaffare e le reti criminali. Da mesi come rete nazionale GAP stiamo riflettendo sul concetto di prezzo equo e di piano nazionale della sovranità alimentare come risposta alla crisi del capitalismo. Una risposta che concretamente possa delineare una costruzione alternativa di società in grado di tagliare la speculazione e favorire percorsi in cui il prezzo viene fissato rispettando i diritti di chi lavora e la sua dignità, così come deve essere assicurato il rispetto di chi acquista i prodotti. Si tratterebbe di costruire reti di acquisto collegate su scala nazionale in cui la qualità dei prodotti e del lavoro, il prezzo, siano frutto di uno scambio diretto, partecipato tra agricoltori, associazioni di cittadini, sindacati, istituzioni.
La Costruzione di un Piano Nazionale della sovranità alimentare significa partecipazione democratica alla programmazione della nostra agricoltura, un percorso in cui le istituzioni, a partire dalle regioni, possono e devono fare molto. La recente costituzione della rete di giustizia sociale ed ambientale che si è creata in Italia può essere un luogo dove discutere questa proposta. Ma l'attuazione concreta di questo percorso è in fin dei conti affidata alle nostre mani, le stesse che hanno organizzato arancia metalmeccanica per riuscire a mettere insieme la crisi dell'agricoltura con la crisi del manifatturiero, le stesse che hanno fatto i GAP contattando i produttori locali, le stesse che in questo momento sono impegnate per dare una risposta concreta al campo dei braccianti di Nardò. La riunione che i GAP faranno a firenze il prossimo 18 settembre cercherà di sviluppare concretamente questo aspetto. Cominciamo a lavorarci.
Piobbichi Francesco - Partito sociale PRC
La Costruzione di un Piano Nazionale della sovranità alimentare significa partecipazione democratica alla programmazione della nostra agricoltura, un percorso in cui le istituzioni, a partire dalle regioni, possono e devono fare molto. La recente costituzione della rete di giustizia sociale ed ambientale che si è creata in Italia può essere un luogo dove discutere questa proposta. Ma l'attuazione concreta di questo percorso è in fin dei conti affidata alle nostre mani, le stesse che hanno organizzato arancia metalmeccanica per riuscire a mettere insieme la crisi dell'agricoltura con la crisi del manifatturiero, le stesse che hanno fatto i GAP contattando i produttori locali, le stesse che in questo momento sono impegnate per dare una risposta concreta al campo dei braccianti di Nardò. La riunione che i GAP faranno a firenze il prossimo 18 settembre cercherà di sviluppare concretamente questo aspetto. Cominciamo a lavorarci.
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Ricevi il Bollettino d'Inchiesta n.46 (http://home.rifondazione.it/xisttest/dip_36/images/stories/100705inchiesta_46.pdf)
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