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	<title>Partito della rifondazione comunista - Federazione della sinistra - Prato</title>
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		<title>Documento delle SEGRETERIE CGIL CISL UIL NAZIONALI</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 13:16:06 +0000</pubDate>
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<p>SEGRETERIE CGIL CISL UIL NAZIONALI<br />
Roma, 17 gennaio 2012</p>
<p>Per il lavoro, per la crescita, per l’equità sociale e fiscale</p>
<p>La gravità della crisi economica che attraversa il Paese e le conseguenze negative che colpiscono in particolare le famiglie, i giovani, i  lavoratori e i pensionati  impongono un cambiamento nella politica economica del Governo il quale dopo la manovra di fine 2011 per consolidare i conti pubblici e rientrare dal deficit bilancio è chiamato ora a mettere in atto politiche che favoriscano la crescita, il lavoro, l’equità sociale e fiscale, a sostenere una svolta coerente della politica economica europea verso obiettivi di sviluppo e occupazione (Eurobond, tassa sulle transazioni finanziarie e governo politico).</p>
<p>A questo fine Cgil-Cisl-Uil chiedono l’apertura di un confronto tra le parti sociali ed il Governo sulla base delle proposte che vengono avanzate con l’obiettivo prioritario di invertire la pericolosa tendenza recessiva in atto da alcuni mesi e di realizzare al più presto,  l’obiettivo di far ripartire la crescita.</p>
<p>In questo ambito vanno create tutte le condizioni necessarie per rilanciare con l’impegno di tutti i livelli istituzionali nei tempi più solleciti, gli investimenti infrastrutturali materiali ed immateriali, nei trasporti, nelle reti energetiche, nella manutenzione e  difesa del suolo, nell’innovazione, nella ricerca,   utilizzando a questo fine tutte le risorse pubbliche disponibili, coinvolgendo le imprese e i capitali privati, sbloccando il patto di stabilità negli Enti Locali per gli investimenti  ed ottimizzando l’utilizzo dei Fondi nazionali ed Europei per il Mezzogiorno.</p>
<p>Particolare importanza potranno avere in questo quadro la definizione di  intese sindacali  che in base a quanto previsto nell’accordo interconfederale del 28 giugno/21 settembre possano definire l’avvio di nuovi investimenti produttivi e nuova occupazione, a partire dalla soluzione delle   numerose crisi aziendali e settoriali, per le quali è comunque essenziale un maggior coinvolgimento del Governo e degli imprenditori.</p>
<p>Prioritariamente al rilancio dello sviluppo vanno altresì  finalizzate le liberalizzazioni, per le quali il Sindacato Confederale richiede al Governo un confronto di merito  affinchè vengano definite caratteristiche di omogeneità  nei diversi ambiti, una maggiore concorrenzialità del sistema economico e le condizioni per realizzare nuovi investimenti e occupazione,  in particolare  nel settore  dei servizi pubblici locali, con il miglioramenti dei servizi e la riduzione dei costi a vantaggio dei cittadini.</p>
<p>La difficile situazione occupazionale rende necessario mettere all’ordine del giorno l’attuazione di un piano per il lavoro, a partire dall’emergenza della disoccupazione giovanile e femminile, particolarmente accentuata nel Mezzogiorno e dalla necessità di reimpiegare le centinaia di migliaia di lavoratori ancora coinvolti dagli ammortizzatori sociali. A questo fine verranno presentate nell’imminente confronto con il Ministro del Lavoro le proposte del Sindacato Confederale in materia di incentivazione per nuova occupazione, per tutelare maggiormente il lavoro flessibile, per riordinare ed estendere il sistema degli ammortizzatori sociali, per una revisione e una gradualizzazione  degli interventi di fine 2011  in campo previdenziale, in particolare quelli a maggiore impatto negativo sulla situazione occupazionale e le prospettive di vita e di reddito delle persone.<br />
In aggiunta e in conseguenza alle diffuse difficoltà occupazionali, si è determinato nel Paese un processo progressivo ed inesorabile di perdita del potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, accentuato  dalle manovre restrittive sul  bilancio realizzate nel 2011 che hanno inciso pesantemente in materia di costo dei carburanti, di incremento della fiscalità locale e addizionali regionali, di aumento delle imposte sulla prima casa e dell’Iva, mancata rivalutazione delle pensioni  ed hanno fatto aumentare in modo preoccupante situazioni di difficoltà economica e sociale per milioni di persone.</p>
<p>E’necessario pertanto operare un forte intervento a sostegno di salari, stipendi e pensioni oltre che per rispondere ad un’emergenza sociale  da tutti riconosciuta, anche per dare un contributo decisivo al rilancio della domanda interna, indispensabile per far tornare a crescere la nostra economia.</p>
<p>In questo quadro Cgil-Cisl-Uil ritengono indispensabile che il Governo realizzi in tempi brevi un intervento di riduzione del carico fiscale  a beneficio dei lavoratori, dei pensionati, delle famiglie  da finanziare con gli introiti a ciò appositamente destinati di  una sempre più efficace azione di contrasto  all’evasione e all’elusione fiscale, nell’ambito di una più organica riforma fiscale di carattere  generale che preveda una imposizione sui  patrimoni mobiliari e immobiliari, così da realizzare una redistribuzione più equa  della pressione fiscale sui cittadini, a vantaggio del lavoro, delle pensioni, delle famiglie.</p>
<p>Ai fini del sostegno della produttività del sistema economico vanno resi strutturali e migliorati la detassazione e la decontribuzione del salario di produttività tramite la contrattazione collettiva aziendale e territoriale e resi maggiormente selettivi  gli incentivi e gli sgravi fiscali per le imprese  ancorandoli maggiormente all’innovazione tecnologica ed organizzativa, all’incremento dell’occupazione, alla crescita della produttività, alla finalizzazione di comportamenti socialmente responsabili, promuovendo anche per tale via l’avanzamento della specializzazione e della modernizzazione del nostro sistema economico.</p>
<p>Le politiche di controllo selettivo della spesa pubblica sono un’occasione irripetibile per una riorganizzazione complessiva della pubblica amministrazione improntata ai criteri di una maggiore   efficienza, della riduzione delle disfunzioni e degli sprechi,  della valorizzazione degli operatori del servizio pubblico attraverso la negoziazione con le organizzazioni sindacali che preveda anche una redistribuzione a favore dei lavoratori delle economie di gestione. Analogo criterio deve riguardare la salvaguardia e la  qualità della spesa per lo Stato sociale che attraverso la definizione dei costi standard nella gestione e dei livelli essenziali delle prestazioni sociali garantisca la continuità e l’uniformità su tutto il territorio del servizio sanitario nazionale,  dell’assistenza e delle politiche sociali,  in particolare realizzando la necessaria tutela della non –autosufficenza.</p>
<p>Cgil-Cisl-Uil  sollecitano quindi il Governo ad aprire sul tema  della crescita e dell’equità sociale e fiscale un confronto con le parti sociali ed avanzano le loro  proposte specifiche in materia di lavoro, previdenza e liberalizzazioni.</p>
<p>Mercato del lavoro</p>
<p>Dopo tre anni di crisi  e con la prospettiva di un 2012 che si preannuncia di recessione economica, è necessario un piano organico per dare sostegno all’occupazione, in particolare con strumenti rivolti ai giovani, alle donne, agli over 50 e al reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione e ai disoccupati, valorizzando, con le necessarie correzioni,  gli istituti esistenti  che promuovono ed incentivano il lavoro stabile. Contemporaneamente vanno ridotte e semplificate le altre tipologie di lavoro flessibile, armonizzando costi e tutele.<br />
Nel contempo vanno assicurate le risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga anche nel 2012 e successivamente va realizzato un riordino del sistema che permetta di assicurare in via ordinaria le tutele a tutte le dimensioni di impresa nei diversi settori e a tutte le tipologie contrattuali, in stretto collegamento con il rafforzamento delle politiche attive del lavoro.<br />
A tal fine si ritiene utile proporre di utilizzare il percorso connesso alle deleghe approvate dal Parlamento (leggi 247/07 e 183/10) in materia di ammortizzatori sociali e riordino degli incentivi per l&#8217;occupazione e servizi per l&#8217;impiego.</p>
<p>Nel merito</p>
<p>Tipologie d&#8217;impiego: promuovere la buona occupazione</p>
<p>Nel ribadire che il contratto a tempo indeterminato  è la forma comune d&#8217;impiego, vanno incentivate le tipologie contrattuali che promuovano il lavoro stabile:</p>
<p>Generalizzare l’utilizzo del contratto di apprendistato professionalizzante come canale ingresso al lavoro per i giovani e il contratto di inserimento  per il reimpiego dei lavoratori in disoccupazione, per l’occupazione femminile nelle aree ad alta disoccupazione e per gli over 50. Per entrambe queste forme si propone di incentivare ulteriormente, per via fiscale e contributiva, le trasformazioni  a tempo indeterminato<br />
Favorire il part-time per la conciliazione tra lavoro e famiglia, e anche per governare fasi di crisi: vanno incentivati/disincentivati i part-time lunghi/brevi, in attuazione della già citata delega e va rilanciato il ruolo della contrattazione, specie di 2° livello, in caso di ricorso a clausole elastiche e flessibili.<br />
Rafforzare e rendere immediatamente esecutivo il credito di imposta occupazione per il Mezzogiorno.</p>
<p>Vanno attivati percorsi che incentivino la trasformazione di contratti di lavoro oggi impropriamente utilizzati (lavoro a progetto, associati in partecipazione, false partite iva, tirocini)  in queste forme tendenzialmente rivolte  verso la stabilizzazione.</p>
<p>Tipologie di impiego: semplificare il lavoro flessibile</p>
<p>Per contrastare gli abusi ricorrenti che riguardano le tipologie di lavoro flessibile, va introdotto il principio generale della parificazione dei costi contrattuali e contributivi rispetto al lavoro subordinato a tempo indeterminato, maggiorati di una quota per gli ammortizzatori sociali, sul modello del lavoro somministrato, che in via generale potrebbe riassorbire molte delle tipologie contrattuali esistenti.<br />
Inoltre, in termini più specifici:</p>
<p>Per il contratto a tempo determinato che esplica una sua funzione soprattutto nella stagionalità, va prevista una semplificazione  riguardo alla durata, salvo il caso del lavoro stagionale, e ad un tetto fissato dai Ccnl<br />
Lavoro parasubordinato: va ricondotto alla contrattazione collettiva di settore per quanto riguarda le condizioni per ricorrervi (la  definizione di un reddito annuo al di sotto del quale non sia consentito assumere con queste tipologie di contratto) nonché per la definizione dei compensi e di un massimale di utilizzazione di tali rapporti in relazione alla dimensione d’impresa. Si ritiene inoltre opportuno rivedere le direttive Ministeriali inerenti l’attività ispettiva in materia di controllo del lavoro autonomo e parasubordinato. Per il 2012 si pone il problema di garantire ai collaboratori a progetto una misura adeguata di salvaguardia reddituale, intervenendo sul testo attualmente presente nel ”decreto milleproroghe”<br />
Voucher (lavoro accessorio): limitarne il ricorso attraverso la riduzione delle tipologie dei committenti e dei prestatori, fissare un riferimento al compenso orario, prevedendo che tali compensi siano utili, nel caso di cittadini stranieri, al raggiungimento del reddito minimo necessario per l’ottenimento del rinnovo del permesso di soggiorno;<br />
Tirocini: fermo restando il riparto di competenze tra  Stato e Regioni previsto dal Titolo V della Costituzione,  si propone di ricondurre la fattispecie all&#8217;interno delle attività curricolari dell&#8217;istruzione anche universitaria</p>
<p>Ammortizzatori sociali e servizi all&#8217;impiego</p>
<p>Utilizzando i criteri presenti nelle deleghe già citate, è necessario un riordino che dopo la positiva stagione degli ammortizzatori in deroga preveda un sistema fondato su uno schema assicurativo con un contributo da parte di tutte le imprese ed una valorizzazione della bilateralità contrattuale, puntando all’estensione degli ammortizzatori sociali a tutte le tipologie di lavoro ed a tutte le dimensioni d’azienda.  Il sistema dovrà essere fondato su due strumenti, indirizzati alla salvaguardia del reddito dei lavoratori sia in caso di sospensione per situazioni di crisi/difficoltà di natura temporanea o strutturale dell&#8217;impresa (CIG), sia in caso di avvenuta risoluzione del rapporto di lavoro, con indennità di mobilità e/o indennità di disoccupazione, prevedendo per quest’ultima un graduale incremento;<br />
vanno confermati e valorizzati i Contratti di solidarietà quale strumento alternativo alla messa in mobilità o ai licenziamenti<br />
vanno ridefiniti i requisiti di accesso per la fruizione degli ammortizzatori sociali, affinché il sistema sia maggiormente rispondente ai giovani e a chi rientra nel mondo del lavoro<br />
Va data sostanza alla condizionalità già prevista dall’attuale normativa, potenziando per tutti gli ammortizzatori sociali  le politiche attive finalizzate al reimpiego, con un rafforzamento dell’azione dei servizi per l’impiego e delle sinergie tra servizi pubblici e privati, nonchè tra gli attori preposti alle politiche passive e quelli che sono responsabili di quelle attive, attraverso un miglior utilizzo delle risorse comunitarie.</p>
<p>Pubblico Impiego</p>
<p>Gli esiti del confronto con il Governo sul mercato del lavoro verranno recepiti nel documento di Cgil-Cisl-Uil per la trattativa sulla regolazione del lavoro nel settore pubblico.</p>
<p>Emergenze sociali</p>
<p>E&#8217; necessario intrecciare la discussione sulle prospettive con una valutazione accorta delle misure per fronteggiare le emergenze sociali di cui si indicano di seguito solo i titoli:</p>
<p>-   per i lavoratori in cig / mobilità colpiti dall&#8217;allungamento della vita lavorativa disposto dalla legge 214/11, va garantita la salvaguardia dei previgenti requisiti pensionistici o, quantomeno, la garanzia del prolungamento delle indennità di sostegno al reddito;<br />
-   nell’attuale fase di emergenza, in attesa del riordino degli ammortizzatori sociali, va affrontato, in via derogatoria, il problema delle tutele per quanti esauriscono, oltre alla cassa integrazione e alla mobilità, anche l’indennità di disoccupazione.<br />
-   per i cittadini stranieri va stabilita la fruizione degli ammortizzatori sociali alle stesse condizioni dei lavoratori italiani, prevedendo che le indennità di sostegno al reddito siano utili ai fini del rinnovo dei permessi di soggiorno, i quali vanno inoltre allungati ad un anno in caso di perdita di lavoro e impossibilità di accedere agli ammortizzatori sociali; vanno poi previsti per gli stranieri in condizione di irregolarità percorsi di emersione dal lavoro sommerso, anche attraverso interventi di regolarizzazione individuale ed in sintonia con lo spirito della direttiva 2009/52/CE;<br />
-   integrare e coordinare le diverse attività ispettive, intrecciando le funzioni lavoristiche e previdenziali con quelle fiscali (banche dati e risorse umane);<br />
-  ripristinare una politica inclusiva nei confronti dei lavoratori disabili;<br />
-   ripristinare strumenti di contrasto alle dimissioni in bianco.</p>
<p>Previdenza</p>
<p>La sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico resta legata alle dinamiche future di crescita e sviluppo del Paese e all&#8217;andamento dell&#8217;occupazione. Le recenti misure contenute nel provvedimento varato nello scorso mese di dicembre devono essere modificate perchè sono intervenute in modo insostenibile  ed iniquo  sulla struttura dei diritti previdenziali di milioni di persone senza nessuna gradualità.  Si è realizzato un intervento volto solo a fare “cassa”, prelevando ingenti risorse dai lavoratori e  dai pensionati, determinando così gravi ripercussioni anche sul mercato del lavoro, stante l’attuale situazione di difficoltà occupazionale.</p>
<p>Siamo, infatti, di fronte ad una vera e propria emergenza per cui è necessario, da subito, prevedere deroghe ed esenzioni per sostenere chi espulso dai sistemi produttivi rimane senza lavoro e senza alcuna fonte di reddito.</p>
<p>E’ necessario monitorare e stimare se le risorse per la  copertura delle esenzioni e delle deroghe dall’applicazione della nuova disciplina previdenziale (comma 14 e 15 articolo 24) risulteranno idonee a coprire tutte le esigenze che si porranno per i lavoratori disoccupati che concluderanno il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali, per i lavoratori collocati in mobilità, mobilità lunga, in esodo (anche volontario), a carico dei fondi di solidarietà di settore, autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione e in esonero ex art. 72 c. 1 D.L n. 112/2008. Va data una risposta ai lavoratori che abbiano sottoscritto la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro per effetto di accordi che tenevano conto dei requisiti pensionistici previgenti e che oggi si vedono, di colpo, posticipare i requisiti per l’accesso al pensionamento.</p>
<p>Al tempo stesso ai fini dell’accesso al pensionamento anticipato con il requisito contributivo è necessario eliminare, qualsiasi forma di penalizzazione per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni, così come  l’aggancio del medesimo requisito all’aumento dell’aspettativa di vita.</p>
<p>Si potrebbe anche sperimentare il part – time negli ultimi anni di lavoro (con una maggiorazione incentivante della relativa copertura figurativa), rendendo più sostenibile l’allungamento di età di accesso alla pensione.</p>
<p>Così come, stante il disagio provocato, prevedere l’esenzione delle norme sull’uso del contante nel pagamento delle pensioni o l’azzeramento dei costi per l’erogazione delle stesse.</p>
<p>Per Cgil, Cisl e Uil rimangono però da affrontare anche i temi relativi all’assetto di sistema della previdenza, cosi come disegnato dalla manovra. Alle norme approvate va, infatti, restituito un carattere di gradualità, senza il quale l’impatto sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone, nonché sull’occupazione dei giovani risulta particolarmente pesante.</p>
<p>Occorre, inoltre, realizzare una maggiore gradualità nell’aumento dell’età anagrafica prevista ai fini dell’accesso al pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici sia private che pubbliche e riconoscere a tutti i lavoratori una maggiore gradualità nell’abolizione delle cosiddette “quote” – somma di età anagrafica ed età contributiva -  per l’accesso al pensionamento. Va estesa anche ai lavoratori del settore pubblico la norma che consente l’accesso al pensionamento ai 64 anni per tutti coloro che maturino i requisiti pensionistici entro il 31/12/2012.</p>
<p>Bisogna, inoltre, prevedere un aggiornamento della normativa sui lavori particolarmente faticosi e pesanti – d.lgs. n. 67/2011 – ampliando la platea dei potenziali beneficiari.</p>
<p>Cgil, Cisl e Uil ritengono anche che vada affrontato il problema della progressiva perdita del potere di acquisto subita dai trattamenti pensionistici in essere, a cominciare da quelli di importo più basso.</p>
<p>Soprattutto per i lavoratori più giovani è indispensabile promuovere e rilanciare lo sviluppo della previdenza complementare, mediante misure che la rendano effettivamente disponibile ed accessibile ai lavoratori in tutti i settori, a partire da quelli pubblici ai quali va estesa la stessa normativa fiscale già prevista nel “privato”, senza contestualmente determinare ulteriori riduzioni della copertura pensionistica assicurata dalla previdenza pubblica.</p>
<p>E’ importante continuare il processo di armonizzazione dei regimi previdenziali e delle diverse aliquote contributive e tramite il ricorso ad un’ulteriore contribuzione di solidarietà proporzionale ai maggiori benefici ottenuti in passato (anche in termini di pensionamento anticipato) a carico dei soggetti con trattamenti pensionistici di importo molto elevato.</p>
<p>Cgil, Cisl e Uil ritengono necessario aprire un confronto sulla struttura e sulla governance del nuovo Ente previdenziale, al fine di garantire l’obbiettivo di una vera efficienza e trasparenza, oltre che di salvaguardia dei livelli occupazionali. Obiettivi da realizzarsi attraverso la predisposizione di un piano industriale condiviso e l’affermazione di governance effettivamente duale.</p>
<p>Liberalizzazioni</p>
<p>Le liberalizzazioni possono essere di sostegno alla crescita del Paese a condizione che non si traducano in un’azione indistinta, incoerente e improvvisata frutto di una lettura affrettata ed ideologica della realtà. Va ricordato che liberalizzare non significa automaticamente privatizzare, ed inoltre un settore liberalizzato ha mediamente più bisogno di regole chiare e trasparenti, visto che buona parte della difficile situazione attuale discende da una palese e dimostrata incapacità del mercato ad autoregolarsi spontaneamente. Liberalizzare significa inoltre interagire con il lavoro e, molto spesso, con la sfera dei diritti di cittadinanza di milioni di persone. Per questo motivo è indispensabile che il Governo apra subito un tavolo di confronto con le parti sociali.</p>
<p>I processi di liberalizzazione –che devono puntare all’obiettivo di ampliare il mercato dei servizi &#8211; diventano elementi forti per lo sviluppo complessivo del Paese se determinano una sana concorrenza che rispetti le regole e il lavoro, se si traducono in un vero vantaggio, in termini di prezzi e qualità dei servizi per i cittadini.</p>
<p>Alla base di questo vi sono condizioni che riteniamo fondamentali:</p>
<p>1. il mantenimento della proprietà pubblica degli Asset strategici che esercitano un ruolo fondamentale, in quanto infrastrutture nodali per il Paese ed elemento cardine del Welfare. L’acquisizione da parte del Tesoro della società Rete Ferroviaria Italiana spa appare, così come si legge nella Bozza del decreto, troppo a discapito di Trenitalia e pertanto va meglio verificata la sua gestibilità;</p>
<p>2. i processi di liberalizzazione non devono mettere in discussione i servizi universali, che rappresentano i veri diritti di cittadinanza a prescindere dalle condizioni socioeconomiche e geografiche. Questo riguarda, in particolare, come si legge nella bozza del decreto, Poste Italiane e la Rete regionale Ferroviaria;</p>
<p>3. il rispetto dei ccnl di settore e la tutela del lavoro. In particolare la funzione dei contratti di settore è importante per evitare il dumping contrattuale che potrebbe derivare dall’apertura del mercato a più soggetti, creando così, oltre che un danno al lavoro, una concorrenza sleale a scapito delle imprese sane. È indispensabile, inoltre, dotare di adeguati ammortizzatori sociali tutti i settori coinvolti nei processi di liberalizzazione, rendendoli strutturali e omogenei per tutte le categorie, finalizzandoli anche alla formazione e alla riqualificazione professionale;</p>
<p>4. il rispetto delle competenze istituzionali a tutti i livelli, in particolare a quelle definite dall’art. V della Costituzione, anche in riferimento agli orari degli esercizi commerciali già fortemente liberalizzati per le aperture domenicali dalle manovre di questi ultimi mesi e addirittura liberalizzati nell’orario notturno dall’ultima manovra, creando fortissime ripercussione sulle lavoratrici e sui lavoratori del settore, al di fuori di ogni regolamentazione contrattuale;</p>
<p>5. per quanto riguarda i Servizi pubblici locali è indispensabile l’accorpamento delle società di servizio, al fine di ridurne il numero e realizzare, così, la costituzione di imprese dimensionalmente più grandi in grado di competere sul mercato, rispondenti agli ambiti o bacini ottimali del servizio come elemento di virtuosità premiante dal punto di vista degli investimenti pubblici. I nuovi assetti dimensionali devono prevedere nell’azionariato diffuso dei cittadini e nella partecipazione dei lavoratori, forme di nuova governance più partecipativa e vicina al cittadino-consumatore. Anche il tema degli investimenti, così, può trovare positivi sviluppi;</p>
<p>6. estensione dell’abolizione delle tariffe minime a tutte le categorie, in maniera omogenea e trasparente, in modo che ne derivi un vantaggio per i cittadini, ma anche un’apertura per tanti giovani alle professioni interessate.</p>
<p>Infine, per garantire e controllare tutto il processo di liberalizzazione vanno rafforzate e istituite, laddove necessario, le Autorità di vigilanza che &#8211; mantenendo la loro indipendenza e autonomia economica &#8211; devono esercitare reali poteri sanzionatori, essere in grado di vigilare sulla qualità dei servizi, sulla politica tariffaria e garantire il primato della pubblica utilità sulle esigenze privatistiche.
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		<title>Ferrero: Rifondazione comunista non rinuncia per nulla al contributo statale</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 12:09:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Prc non rinuncia per niente al contributo statale alla stampa, anzi stiamo discutendo con il governo per aumentarlo. Questo è l’unico modo per salvare Liberazione. Quanto alla possibilità di fare i 250 numeri del giornale – e quindi di maturare i contributi minimi per accedere ai contributi statali &#8211; non c’è nei prossimi giorni alcun limite invalicabile. Noi non rinunciamo per nulla a richiedere i contributi statali e assicuro che se vi fossero le risorse non ci sarebbe nessun problema tecnico o organizzativo che impedirebbe la pubblicazione dei 250 numeri entro la fine dell’anno. A costo di fare uscire il giornale 7 giorni su 7. Il vincolo che abbiamo è solo quello economico. È evidente che il suicidio sarebbe dato dalla scelta di far uscire comunque il giornale cartaceo in questo periodo e in queste condizioni. Porterebbe nel giro di pochissimo tempo al fallimento certo di Liberazione. Questo perché i tagli hanno determinato un deficit strutturale enorme e anche l’assenza di liquidità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/12/ferrero-rifondazione-comunista-non-rinuncia-per-nulla-al-contributo-statale/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/12/ferrero-rifondazione-comunista-non-rinuncia-per-nulla-al-contributo-statale/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/12/ferrero-rifondazione-comunista-non-rinuncia-per-nulla-al-contributo-statale/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/12/ferrero-rifondazione-comunista-non-rinuncia-per-nulla-al-contributo-statale/" data-text="Ferrero: Rifondazione comunista non rinuncia per nulla al contributo statale" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/12/ferrero-rifondazione-comunista-non-rinuncia-per-nulla-al-contributo-statale/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/12/ferrero-rifondazione-comunista-non-rinuncia-per-nulla-al-contributo-statale/" /></div>
<p>Il Prc non rinuncia per niente al contributo statale alla stampa, anzi stiamo discutendo con il governo per aumentarlo. Questo è l’unico modo per salvare Liberazione. Quanto alla possibilità di fare i 250 numeri del giornale – e quindi di maturare i contributi minimi per accedere ai contributi statali &#8211; non c’è nei prossimi giorni alcun limite invalicabile. Noi non rinunciamo per nulla a richiedere i contributi statali e assicuro che se vi fossero le risorse non ci sarebbe nessun problema tecnico o organizzativo che impedirebbe la pubblicazione dei 250 numeri entro la fine dell’anno. A costo di fare uscire il giornale 7 giorni su 7. Il vincolo che abbiamo è solo quello economico. È evidente che il suicidio sarebbe dato dalla scelta di far uscire comunque il giornale cartaceo in questo periodo e in queste condizioni. Porterebbe nel giro di pochissimo tempo al fallimento certo di Liberazione. Questo perché i tagli hanno determinato un deficit strutturale enorme e anche l’assenza di liquidità
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		<title>Il governo rispetti il referendum e la costituzione</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;affermazione del sottosegretario all&#8217;Economia Gianfranco Polillo, che ha definito il referendum dello scorso giugno un &#8220;mezzo imbroglio&#8221; nella trasmissione Agorà di questa mattina, è gravissima. Un vero e proprio insulto verso i 27 milioni di cittadine e cittadini che hanno detto no alle privatizzazioni, nel rispetto dei quali il sottosegretario dovrebbe dimettersi per le gravi dichiarazioni rese. L&#8217;imbroglio è quello che vi apprestate a fare, ma la Costituzione vale anche per un governo cosiddetto tecnico! L&#8217;imbroglio, tra l&#8217;altro, è quello reso noto, anche, da un altro &#8220;pezzo forte&#8221; del governo, Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza che ieri a Porta a Porta ha annunciato che la lenzuolata di liberalizzazioni riguarderà anche l&#8217;acqua, ma con &#8220;modifiche che non vadano contro il risultato referendario&#8221;: una vera e propria ipocrisia. Il Governo Monti, piuttosto che affossare il voto democratico di giugno, favorendo i soliti potentati economici, dovrebbe attuare i deliberati referendari, espressione piena e democratica della volontà popolare. Rifondazione Comunista si opporrà con forza ai disegni di un governo che non è espressione del voto del popolo italiano e che si arroga il diritto di voler seppellire a colpi di decreto il voto di milioni di persone in favore dell&#8217;acqua bene comune. Rifondazione Comunista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/il-governo-rispetti-il-referendum-e-la-costituzione/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/il-governo-rispetti-il-referendum-e-la-costituzione/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/il-governo-rispetti-il-referendum-e-la-costituzione/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/il-governo-rispetti-il-referendum-e-la-costituzione/" data-text="Il governo rispetti il referendum e la costituzione" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/il-governo-rispetti-il-referendum-e-la-costituzione/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/il-governo-rispetti-il-referendum-e-la-costituzione/" /></div>
<p>L&#8217;affermazione del sottosegretario all&#8217;Economia Gianfranco Polillo, che ha definito il referendum dello scorso giugno un &#8220;mezzo imbroglio&#8221; nella trasmissione Agorà di questa mattina, è gravissima. Un vero e proprio insulto verso i 27 milioni di cittadine e cittadini che hanno detto no alle privatizzazioni, nel rispetto dei quali il sottosegretario dovrebbe dimettersi per le gravi dichiarazioni rese. L&#8217;imbroglio è quello che vi apprestate a fare, ma la Costituzione vale anche per un governo cosiddetto tecnico!</p>
<p>L&#8217;imbroglio, tra l&#8217;altro, è quello reso noto, anche, da un altro &#8220;pezzo forte&#8221; del governo, Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza che ieri a Porta a Porta ha annunciato che la lenzuolata di liberalizzazioni riguarderà anche l&#8217;acqua, ma con &#8220;modifiche che non vadano contro il risultato referendario&#8221;: una vera e propria ipocrisia. Il Governo Monti, piuttosto che affossare il voto democratico di giugno, favorendo i soliti potentati economici, dovrebbe attuare i deliberati referendari, espressione piena e democratica della volontà popolare. Rifondazione Comunista si opporrà con forza ai disegni di un governo che non è espressione del voto del popolo italiano e che si arroga il diritto di voler seppellire a colpi di decreto il voto di milioni di persone in favore dell&#8217;acqua bene comune.</p>
<p>Rifondazione Comunista Prato
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		<title>Per l&#8217; accoglienza e la solidarietà di tutti gli immigrati</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Federazione della Sinistra di Prato aderisce alla manifestazione di sabato 14 gennaio 2012 a Roma &#8220;Per l&#8217; accoglienza e la solidarietà di tutti gli immigrati&#8221;, sopratutto per gridare tutto il nostro sdegno verso chi fomenta l&#8217;odio razziale. La manifestazione del 14 gennaio è importante perché tutti gli immigrati hanno diritto all’accoglienza e al permesso di soggiorno. Perché non ne possiamo più di stragi in mare provocate da leggi razziste che impediscono alla gente di spostarsi liberamente. Non ne possiamo più dello sfruttamento nei campi, nelle case e nei luoghi di lavoro dove gli immigrati sono costretti a condizioni disumane. Perché è un’occasione per unire la solidarietà in questo paese: dagli studenti che vogliono una scuola libera e vivibile, ai lavoratori licenziati o in cassa integrazione, alle migliaia di donne che lottano contro le offese e le violenze quotidiane. E’ proprio dalla solidarietà con gli immigrati che ricomincia, anche in questo paese, una prospettiva di vita migliore per tutti. Con questa manifestazione la voglia di riscatto, l&#8217;affermazione della dignità umana, la forza dei popoli, chegià abbiamo visto emergere con irruenza durante la grande manifestazione contro il razzismo del 17 dicembre 2011 a Firenze, cresceranno nel nostro Paese. Perché uniti possiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/per-l-accoglienza-e-la-solidarieta-di-tutti-gli-immigrati/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/per-l-accoglienza-e-la-solidarieta-di-tutti-gli-immigrati/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/per-l-accoglienza-e-la-solidarieta-di-tutti-gli-immigrati/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/per-l-accoglienza-e-la-solidarieta-di-tutti-gli-immigrati/" data-text="Per l' accoglienza e la solidarietà di tutti gli immigrati" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/per-l-accoglienza-e-la-solidarieta-di-tutti-gli-immigrati/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/11/per-l-accoglienza-e-la-solidarieta-di-tutti-gli-immigrati/" /></div>
<p>La Federazione della Sinistra di Prato aderisce alla manifestazione di sabato 14 gennaio 2012 a Roma &#8220;Per l&#8217; accoglienza e la solidarietà di tutti gli immigrati&#8221;, sopratutto per gridare tutto il nostro sdegno verso chi fomenta l&#8217;odio razziale.</p>
<p>La manifestazione del 14 gennaio è importante perché tutti gli immigrati hanno diritto all’accoglienza e al permesso di soggiorno.</p>
<p>Perché non ne possiamo più di stragi in mare provocate da leggi razziste che impediscono alla gente di spostarsi liberamente. Non ne possiamo più dello sfruttamento nei campi, nelle case e nei luoghi di lavoro dove gli immigrati sono costretti a condizioni disumane.</p>
<p>Perché è un’occasione per unire la solidarietà in questo paese: dagli studenti che vogliono una scuola libera e vivibile, ai lavoratori licenziati o in cassa integrazione, alle migliaia di donne che lottano contro le offese e le violenze quotidiane. E’ proprio dalla solidarietà con gli immigrati che ricomincia, anche in questo paese, una prospettiva di vita migliore per tutti.</p>
<p>Con questa manifestazione la voglia di riscatto, l&#8217;affermazione della dignità umana, la forza dei popoli, chegià abbiamo visto emergere con irruenza durante la grande manifestazione contro il razzismo del 17 dicembre 2011 a Firenze, cresceranno nel nostro Paese. Perché uniti possiamo vincere, darci coraggio e affrontare insieme i singoli problemi che ognuno di noi vive quotidianamente.</p>
<p>La Federazione della sinistra di Prato sarà presente a Roma con una propria delegazione e risponderà in modo positivo all&#8217; appello fatto dal comitato Stop Razzismo Prato per una sottoscrizione economica in modo da contribuire ad una più ampia partecipazione a questa giornata.</p>
<p>Gerardo Palma</p>
<p>Portavoce Federazione della Sinistra Prato
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		<title>Ecco perché il mercato non si fida del “tecnico”</title>
		<link>http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/ecco-perche-il-mercato-non-si-fida-del-tecnico/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 14:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Spread]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giro europeo di Monti riporta d’attualità la gestione comunitaria della crisi che va ben al di là dell’operazione di bassa macelleria sociale attuata dal governo sul finire del 2011. Il nostro Primo Ministro ha cominciato un tour che lo porterà nelle principali capitali europee per perorare la causa italiana con un messaggio molto semplice: se non ci aiutate voi, non ci sono finanziarie che tengano. Da soli non ce la facciamo. Bella scoperta. A fronte di una delle più sanguinose manovre economiche di sempre il mercato ha reagito aumentando ulteriormente lo spread, ormai ai suoi massimi storici &#8211; altro che governo tecnico dei miracoli. Ed indubbiamente il mercato, per una volta, ha ragione. Perché dare fiducia ad un paese che si auto-infligge una recessione, diminuendo volontariamente i consumi privati con tasse più alte per i redditi più bassi? Già, perché? In realtà il governo Monti ha semplicemente ubbidito al diktat tedesco, tagli dopo tagli, perché i paesi indebitati devono pagare sulla propria pelle i propri sbagli. E’ la logica del podestà straniero che proprio Monti stigmatizzava quest’estate sulle colonne del Corriere della Sera. Salvo poi adeguarsi senza colpo ferire una volta preso il posto di Silvio Berlusconi, tanto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/ecco-perche-il-mercato-non-si-fida-del-tecnico/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/ecco-perche-il-mercato-non-si-fida-del-tecnico/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/ecco-perche-il-mercato-non-si-fida-del-tecnico/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/ecco-perche-il-mercato-non-si-fida-del-tecnico/" data-text="Ecco perché il mercato non si fida del “tecnico”" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/ecco-perche-il-mercato-non-si-fida-del-tecnico/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/ecco-perche-il-mercato-non-si-fida-del-tecnico/" /></div>
<p>Il giro europeo di Monti riporta d’attualità la gestione comunitaria della crisi che va ben al di là dell’operazione di bassa macelleria sociale attuata dal governo sul finire del 2011. Il nostro Primo Ministro ha cominciato un tour che lo porterà<br />
nelle principali capitali europee per perorare la causa italiana con un messaggio molto semplice: se non ci aiutate voi, non ci sono finanziarie che tengano.<br />
Da soli non ce la facciamo. Bella scoperta. A fronte di una delle più sanguinose manovre economiche di sempre il mercato ha reagito aumentando ulteriormente lo spread, ormai ai suoi massimi storici &#8211; altro che governo tecnico dei miracoli.<br />
Ed indubbiamente il mercato, per una volta, ha ragione. Perché dare fiducia ad un paese che si auto-infligge una recessione, diminuendo volontariamente i consumi privati con tasse più alte per i redditi più bassi?<br />
Già, perché? In realtà il governo Monti ha semplicemente ubbidito al diktat tedesco, tagli dopo tagli, perché i paesi indebitati devono pagare sulla propria pelle i propri sbagli. E’ la logica del podestà straniero che proprio Monti stigmatizzava<br />
quest’estate sulle colonne del Corriere della Sera. Salvo poi adeguarsi senza colpo ferire una volta preso il posto di Silvio Berlusconi, tanto da giustificare le misure sulle pensioni, e quelle in arrivo sul mercato del lavoro, come obbligate perché richieste dall’Europa. Non è però ben chiaro cosa sia questa Europa in cui ormai una larghissima maggioranza di paesi chiede gli euro-bond senza successo mentre la sola Germania ha il potere di decidere le politiche fiscali di altre nazioni sovrane, o supposte tali. Qualsiasi persona di buon senso capisce che non è possibile uscire dalla crisi solo con lacrime e sangue. Non è successo in America negli anni ’30, non è successo in Grecia negli ultimi due anni. Sono tutti fatti<br />
stranoti che Berlino non può certo ignorare ma che vengono usati ad uso e consumo della Germania. Berlino sta semplicementre replicando il modello di egemonia economica americana degli anni ’90, quando il Fondo Monetario  Internazionale imponeva riforme economiche punitive &#8211; e che avvantaggiavano solamente il capitale transnazionale di origine prevalentemente americana &#8211; in cambio dell’erogazione di prestiti.<br />
Merkel ha fatto lo stesso prima con la Grecia, ed ora con l’Italia, tentando in maniera neanche troppo mascherata un anschluss economico che mina però anche le basi della democrazia. Le finanziarie non si fanno più nel rispetto della volontà<br />
popolare, non per aiutare l’economia ed il popolo italiano, ma per compiacere le richieste che vengono da Berlino.<br />
Si badi bene, alcuni sostanziali cambiamenti di rotta sono necessari. A nostro parere è la scandalosa sperequazione nella distribuzione del reddito a tarpare le ali all’economia italiana. Altri pensano siano le pensioni di anzianità e i contratti di lavoro. Ovviamente non siamo d’accordo, ma questo è il terreno della lotta politica e del confronto democratico; non può essere deciso ex cathedra da Merkel ed imposto per interposta persona.<br />
Il ricatto tedesco rischia però di portare l’intero continente nel baratro, ed ormai se ne stanno accorgendo un pò ovunque. Merkel scommette sulla debolezza dei paesi europei che non sono in grado di tenerle testa ed alza sempre la posta.<br />
Dopo aver obbligato Roma ed Atene a lacrime e sangue ancora non permette l’intervento diretto della Bce e la creazione degli euro-bond. A pensar male si potrebbe supporre che tenti di rientrare di tutti i crediti tedeschi facendoli pagare ai popoli dell’Europa del Sud per poi abbandonarli al proprio destino. Una scelta suicida cui Monti ha il dovere di opporsi con tutte le  sue forze. Berlino non sembra avere in mente la salvezza ed il futuro dell’Europa, ma solo l’interesse tedesco e sono proprio queste politiche egoistiche che stanno distruggendo il Vecchio Continente.<br />
Se Monti vuole essere diverso da Berlusconi non solo nella forma ma anche nella sostanza deve essere capace di far sentire la propria voce in Europa, non accontentarsi di essere invitato a vertici internazionali inconcludenti che finiscono sempre con il rinvio delle misure di supporto agli stati in difficoltà. Di rinvio in rinvio siamo ormai arrivati ad un punto di non ritorno, con l’Europa meditteranea costretta dal veto tedesco a pagare tassi da usura sui mercati internazionali ed al contempo obbligata dall’Europa tedesca a tagli di spesa. Per uscirne bisogna mettere da parte le politiche miopi e di corto respiro, tornare ad un vero europeismo dei popoli e non dei mercati, di tutti e non dei più forti, una vera Unione in cui tutti i membri abbiano pari dignità.</p>
<p>L’alternativa sarebbe una drammatica disintegrazione di cui tutti, ed in primis la Germania, pagherebbero le pesantissime conseguenze.
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		<title>Liberazione ha i giorni contati Governo e Camere, fate presto!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 14:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[liberta]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Soluzioni subito Abbiamo solo una settimana di tempo Per riportare Liberazione in edicola abbiamo i giorni contati. Un altro centinaio di testate hanno solo qualche settimana in più. Non è un modo per enfatizzare. E’ la pura realtà, basta fare due conti. Secondo le norme attualmente in vigore, per poter richiedere finanziamenti pubblici, un quotidiano deve mandare in edicola almeno 250 numeri l’anno. Liberazione esce cinque giorni la settimana, quindi &#8211; nel 2012 &#8211; per accedere ai fondi deve pubblicare almeno per 50 settimane. Di settimane in un anno ce ne sono 52, la prima del 2012 è già passata. Un’altra senza andare in edicola e Liberazione non potrà più uscire. Questi i fatti, è bene che ce li abbiamo chiari in testa tutti. Già da lunedì, con la riapertura del dibattito parlamentare sul decreto Milleproroghe, il governo può e deve decidere se permettere alla nostra testata (e alle altre subito dietro di noi) di vivere o decretarne la definitiva sparizione. Come abbiamo già scritto tante volte, è una questione di pluralismo, di democrazia, di difesa delle opinioni, di salvaguardia di posti di lavoro (con l’indotto, sono oltre 5000 quelli a rischio), di rappresentanza delle idee. Cerchiamo di ricapitolare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/liberazione-ha-i-giorni-contati-governo-e-camere-fate-presto/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/liberazione-ha-i-giorni-contati-governo-e-camere-fate-presto/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/liberazione-ha-i-giorni-contati-governo-e-camere-fate-presto/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/liberazione-ha-i-giorni-contati-governo-e-camere-fate-presto/" data-text="Liberazione ha i giorni contati Governo e Camere, fate presto!" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/liberazione-ha-i-giorni-contati-governo-e-camere-fate-presto/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/08/liberazione-ha-i-giorni-contati-governo-e-camere-fate-presto/" /></div>
<p>Soluzioni subito Abbiamo solo una settimana di tempo</p>
<p>Per riportare Liberazione in edicola abbiamo i giorni contati. Un altro centinaio di testate hanno solo qualche settimana in più. Non è un modo per enfatizzare. E’ la pura realtà, basta fare due conti.</p>
<p>Secondo le norme attualmente in vigore, per poter richiedere finanziamenti pubblici, un quotidiano deve mandare in edicola almeno 250 numeri l’anno. Liberazione esce cinque giorni la settimana, quindi &#8211; nel 2012 &#8211; per accedere ai fondi deve pubblicare almeno per 50 settimane. Di settimane in un anno ce ne sono 52, la prima del 2012 è già passata. Un’altra senza andare in edicola e Liberazione non potrà più uscire. Questi i fatti, è bene che ce li abbiamo chiari in testa tutti.</p>
<p>Già da lunedì, con la riapertura del dibattito parlamentare sul decreto Milleproroghe, il governo può e deve decidere se permettere alla nostra testata (e alle altre subito dietro di noi) di vivere o decretarne la definitiva sparizione. Come abbiamo già scritto tante volte, è una questione di pluralismo, di democrazia, di difesa delle opinioni, di salvaguardia di posti di lavoro (con l’indotto, sono oltre 5000 quelli a rischio), di rappresentanza delle idee.</p>
<p>Cerchiamo di ricapitolare la situazione e le possibili soluzioni. Il dato di partenza è il taglio netto subìto dal fondo per l’editoria negli ultimi anni: dai 640 milioni di sei anni fa, ai 414 di tre anni fa, ai 194 dello scorso anno con Tremonti, all’ultimo taglio decretato dalla finanziaria Monti, che porta la cifra di fatto agli attuali 50.8 milioni (sulla carta sono di più, ma prevedono 40 milioni di debiti annui con le Poste Spa e 45 milioni dirottati alla Rai nella sua funzione di servizio pubblico). Un settore falcidiato, nei suoi contributi diretti e indiretti. Il contributo diretto attuale non permette la sopravvivenza di nessuno. A parte quella di Radio Radicale che, come sappiamo, è l’unica testata che ha mantenuto il diritto soggettivo per la contribuzione e si è vista dunque rinnovare l’erogazione per il 2011.<br />
A portare avanti la battaglia per la difesa del fondo di garanzia per l’editoria, da alcuni anni sì è costituito un Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, di cui fanno parte Mediacoop, la Cgil-Flc, i rappresentanti degli edicolanti, Articolo 21, l’Fnsi e varie associazioni no-profit. L’obbiettivo: il sostengo e la salvaguardia alle realtà editoriali, la richiesta di una riforma generale del settore e le battaglie legate alla vita politica del paese, quali quelle contro la legge bavaglio che vide a Piazza del Popolo a Roma, tre anni fa, un milione di persone in piazza. Le realtà presenti nel Comitato &#8211; che in questi giorni ha scelto di spostare la sua sede nei locali di Liberazione occupata, in solidarietà con la nostra lotta &#8211; per l’immediato stanno unitariamente portando avanti una serie di proposte concrete. Da una parte la veloce approvazione di alcune norme di “pulizia interna” al finanziamento, perché vengano ulteriormente eliminati gli sprechi. Due i nuovi criteri proposti: la verifica della reale occupazione giornalistica interna e la definizione di una percentuale di copie vendute in relazione a quelle diffuse (definizione entro la quale è necessario tener conto della particolarità della rappresentanza e della funzione di servizio dei giornali di partito). Un ulteriore passo verso quel “rigore” di cui ha parlato il presidente Napolitano nel suo appello al pluralismo dell’informazione (che ricordiamo fu sollecitato da una lettera aperta dei direttori di molte testate a rischio, tra cui il nostro, Dino Greco, contro i tagli lineari all’editoria contenuti nella Finanziaria Monti).<br />
Queste nuove norme, se approvate tempestivamente, potrebbero comportare risparmi da destinare, ad esempio, anche alla informatizzazione delle edicole e alla modernizzazone del sistema. Le altre entrate possibili da subito sono esposte in due emendamenti a firma Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti, che si tenta in queste ore di far entrare in discussione nel Milleproroghe. Ovvero, una richiesta di reperimento nuovi fondi (si tratta di trovare 90 milioni circa, da aggiungere ai 51 attualmente rimasti nel fondo) tramite l’aumento dell’Iva sui gadget venduti in edicola e privi di requisiti di carattere editoriale e culturale. Secondo conteggi di Mediacoop, con questo emendamento potrebbero essere recuperati circa 40 milioni di euro. Altri 45 potrebbero arrivare da un aumento dell’1% (cioè passare dall’attuale 1 al 2%) del canone di concessione delle frequenze governative alle emittenze nazionali analogiche, cioè principalmente Rai e Mediaset. La palla delle decisioni rimbalza ora tra Parlamento, governo e sottesegretariato all’editoria. Del primo, abbiamo appena detto. Il secondo, nella figura di Mario Monti, può semplicemente, direttamente, fare un decreto e stanziare una percentuale del Fondo Letta per incrementare quello dell’editoria. Per quanto riguarda il sottosegretario Carlo Malinconico che, tra l’altro, prima di entrare nel governo attuale era presidente della Federazione italiana editori (Fieg) e conosce quindi benissimo la<br />
realtà nazionale, a lui spetta il compito di aprire una trattativa immediata con la presidenza del consiglio. Forte, nella migliore delle ipotesi, dei conti “rivisti” con gli emendamenti Vita-Gulietti, il sottosegretario si troverebbe così a chiedere un contributo minimo ad Antonio Catricalà che, in quanto sottosegretario della presidenza del Consiglio, prepara i decreti della presidenza necessari a stanziare i contributi del Fondo Letta. Per finire, due parole sulla tanto auspicata, da più parti, Riforma dell’editoria. In realtà sul piatto della bilancia già da diversi anni pesa una proposta di revisione del settore a firma Paolo Bonaiuti, sottosegretario della presidenza del Consiglio con delega all’editoria. Molti i punti messi sul tavolo dal sottosegretario: dalla verifica dei livelli occupazionali, all’informatizzazione della distribuzione, tutela del diritto d’autore, incentivi per i giornali on-line. A proposito di questi ultimi, non c’è ovviamente alcuna traccia nella normativa vigente. Attualmente non hanno alcun finanziamento, dunque, e non tutti se ne lamentano. Il fatto di essere sganciati da qualsiai rapporto con le istituzioni permette loro, infatti, una totale libertà di movimento e di opinione che altrimenti non avrebbero. E’ anche vero, però, che un eventuale finanziamento dovrebbe e potrebbe garantire i lavoratori (giornalisti, poligrafici, grafici, etc) del web nei loro diritti e in un minimo di quote occupazionali. La discussione è tutta aperta. Anche quella sulla riforma, accantonata nei mesi scorsi a causa dei drastici tagli al fondo dell’editoria. Senza soldi, c’è poco da discutere. Si muore e basta.</p>
<p>Liberazione ha ancora pochi giorni. Governo e Parlamento, fate presto!
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		<title>L’articolo 18 agita il Pd Giovedì il “chiarimento”</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 13:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavoro Almeno tre le proposte in campo I conti in casa Pd saranno regolati giovedì prossimo. Al “Forum sul lavoro” le tre/quattro proposte in campo su flessibilità e mercato del lavoro, Damiano-Fassina, Ichino, Letta, Boeri-Nerozzi si confronteranno nel tentativo di tracciare il segno al tavolo che l’esecutivo intanto avrà aperto con le parti sociali (i colloqui informali del ministro Elsa Fornero proseguiranno da domani). Si tratta volutamente di una sede, anche qui, “informale” per fare in modo che le eventuali divisioni non portino troppi danni al Pd. Il partito di Pier Luigi Bersani ha una doppia responsabilità: sia come perno della maggioranza che sostiene il governo tecnico, sia come camera di compensazione delle contraddizioni che attraversano la cosiddetta unità sindacale. In sostanza si tratta di “aggirare” l’articolo 18. Cioè, tenendosi a debita distanza dallo schema del senatore Pietro Ichino, che comporta un abbassamento delle tutele per i contratti a tempo indeterminato, occorre approcciare il delicato tema della precarietà. Dopo il fallimento dell’attacco frontale dei liberal contro Stefano Fassina l’aria che si respira è quella più “soft” della politca, ma non per questo meno insidiosa. Ieri, Ichino si è reso protagonista di un tentativo di avvicinarsi alla proposta Boeri-Nerozzi. Il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/articolo-18-agita-il-pd/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/articolo-18-agita-il-pd/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/articolo-18-agita-il-pd/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/articolo-18-agita-il-pd/" data-text="L’articolo 18 agita il Pd Giovedì il “chiarimento”" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/articolo-18-agita-il-pd/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/articolo-18-agita-il-pd/" /></div>
<h1><strong><span style="color: #ff0000;">Lavoro Almeno tre le proposte in campo</span></strong></h1>
<p>I conti in casa Pd saranno regolati giovedì prossimo. Al “Forum sul lavoro” le tre/quattro proposte in campo su flessibilità e mercato del lavoro, Damiano-Fassina, Ichino, Letta, Boeri-Nerozzi si confronteranno nel tentativo di tracciare<br />
il segno al tavolo che l’esecutivo intanto avrà aperto con le parti sociali (i colloqui informali del ministro Elsa Fornero proseguiranno da domani). Si tratta volutamente di una sede, anche qui, “informale” per fare in modo che le eventuali<br />
divisioni non portino troppi danni al Pd. Il partito di Pier Luigi Bersani ha una doppia responsabilità: sia come perno della maggioranza che sostiene il governo tecnico, sia come camera di compensazione delle contraddizioni che attraversano la cosiddetta unità sindacale. In sostanza si tratta di “aggirare” l’articolo 18. Cioè, tenendosi a debita distanza dallo schema del senatore Pietro Ichino, che comporta un abbassamento delle tutele per i contratti a tempo indeterminato,<br />
occorre approcciare il delicato tema della precarietà. Dopo il fallimento dell’attacco frontale dei liberal contro Stefano Fassina l’aria che si respira è quella più “soft” della politca, ma non per questo meno insidiosa. Ieri, Ichino si è reso protagonista di un tentativo di avvicinarsi alla proposta Boeri-Nerozzi. Il suo vero scopo, usando come “ponte” Franco Marini, che in una intervista ha parlato di contratto unico e mantenimento delle tutele, è non rimanere troppo<br />
isolato nel gioco degli schieramenti. Ma tutto si gioca sugli equivoci e le mezze misure. «L’idea di Marini può essere un buon punto di mediazione, soprattutto se va di pari passo con una incisiva riforma degli ammortizzatori<br />
sociali», filtra dal vertice del partito. Non tutti però nel partito sono d’accordo. Ad avere più di una è l’ala più filo-Cgil, rappresentata in segreteria da Stefano Fassina e Matteo Orfini. Secondo quest’ultimo, «Marini sbaglia quando dice che la<br />
proposta del Pd è quella Boeri-Garibaldi: è comunque diversa da quella presentata da Fassina e approvata dal partito l’anno scorso». Per Cesare Damiano, «va trovato un compromesso a condizione che venga tolta di mezzo la questione dell’articolo 16». Per Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro e Welfare del Prc, «è graveche Fornero insista sull’articolo 18. Il punto semmai è abolire l’articolo 8». «A me sembra &#8211; conclude &#8211; che la “fase 2” è uguale alla<br />
“fase 1”</p>
<p>Tratto da <a title="Liberazione del 07 01 2012" href="http://www.liberazione.it/uploads/docs/15606_8984_07012012-1-9.pdf">Liberazione di oggi in PDF</a>
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		<title>Col tricolore a lutto: il Prc oggi contesta Monti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 13:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[150 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[A Reggio Emilia si festeggia il 215° anniversario del Tricolore e sarà presente il Presidente Monti. Rifondazione Comunista porterà in piazza il tricolore listato a lutto e alzerà una bandiera tedesca». Provocatoria ma non troppo l’iniziativa di protesta organizzata per oggi dal Prc con la presenza del segretario Paolo Ferrero, che spiega: «Monti ha svenduto i diritti dei lavoratori e la sovranità democratica del popolo italiano agli interessi degli speculatori, dei banchieri, dei poteri forti. Monti ha trasformato l’Italia in un protettorato tedesco, che accetta supinamente i diktat della Merkel. Troppa gente &#8211; conclude Ferrero &#8211; è morta in Italia per costruire un paese civile e democratico: non si può accettare che un banchiere di turno possa distruggere tutto questo in nome degli interessi della Confindustria, dei banchieri e degli speculatori. Tratto da Liberazione di oggi in PDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/col-tricolore-a-lutto-il-prc-oggi-contesta-monti/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/col-tricolore-a-lutto-il-prc-oggi-contesta-monti/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/col-tricolore-a-lutto-il-prc-oggi-contesta-monti/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/col-tricolore-a-lutto-il-prc-oggi-contesta-monti/" data-text="Col tricolore a lutto: il Prc oggi contesta Monti" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/col-tricolore-a-lutto-il-prc-oggi-contesta-monti/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/07/col-tricolore-a-lutto-il-prc-oggi-contesta-monti/" /></div>
<p>A Reggio Emilia si festeggia il 215° anniversario del Tricolore e sarà presente il Presidente Monti. Rifondazione Comunista porterà in piazza il tricolore listato a lutto e alzerà una bandiera tedesca». Provocatoria ma non troppo l’iniziativa di protesta organizzata per oggi dal Prc con la presenza del segretario Paolo Ferrero, che spiega: «Monti ha svenduto i diritti dei lavoratori e la sovranità democratica del popolo italiano agli interessi degli speculatori, dei banchieri, dei poteri forti.<br />
Monti ha trasformato l’Italia in un protettorato tedesco, che accetta supinamente i diktat della Merkel. Troppa gente &#8211; conclude Ferrero &#8211; è morta in Italia per costruire un paese civile e democratico: non si può accettare che un banchiere di turno possa distruggere tutto questo in nome degli interessi della Confindustria, dei banchieri e degli speculatori.</p>
<p>Tratto da <a title="Liberazione del 07 01 2012" href="http://www.liberazione.it/uploads/docs/15606_8984_07012012-1-9.pdf">Liberazione di oggi in PDF</a>
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		<title>La solidarietà al giornale è già un evento politico</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 12:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[liberazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo il conto corrente bancario per sottoscrivere in favore di Liberazione: Intestato a: M.r.c. S.p.a. Salviamo Liberazione Banca Popolare Etica IBAN IT11S0501803200000000333333 Dal 29 dicembre, quando abbiamo aperto il nuovo conto corrente per la costituzione di un fondo nel quale fare confluire la sottoscrizione popolare in favore di Liberazione, più di cento persone, da ogni parte d’Italia, hanno prontamente risposto all’appello, inviando somme della più varia entità: tutte ugualmente preziose, tutte importantissime per concorrere a tenere in vita unprogetto editoriale di questo giornale. Ad oggi sono stati sottoscritti 16.492 euro, ai quali vanno sommati gli importi, anch’essi rilevanti ma al momento non quantificabili, che affluiscono sul conto corrente postale per rinnovare gli abbonamenti o per sottoscriverne di nuovi, malgrado il quadro di acuta incertezza che caratterizza l’attuale situazione. Appena saremo nelle condizioni di poterlo fare pubblicheremo tutti i nomi di quanti e quante stanno portando acqua a questo mulino e cercheremo di istituire sul sito un vero e proprio “contatore”, che dia conto, in tempo reale, dei progressi della sottoscrizione. Si tratta di segnali incoraggianti, che si aggiungono alle tante iniziative autoprodotte da circoli e da singoli compagni e compagne che si stanno dando un gran daffare, con suggerimenti, proposte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/05/la-solidarieta-al-giornale-e-gia-un-evento-politico/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/05/la-solidarieta-al-giornale-e-gia-un-evento-politico/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/05/la-solidarieta-al-giornale-e-gia-un-evento-politico/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/05/la-solidarieta-al-giornale-e-gia-un-evento-politico/" data-text="La solidarietà al giornale è già un evento politico" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/05/la-solidarieta-al-giornale-e-gia-un-evento-politico/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/05/la-solidarieta-al-giornale-e-gia-un-evento-politico/" /></div>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Questo il conto corrente bancario per sottoscrivere in favore di Liberazione:</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Intestato a:</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>M.r.c. S.p.a. Salviamo Liberazione</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>Banca Popolare Etica IBAN</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>IT11S0501803200000000333333</strong></span></p>
<p>Dal 29 dicembre, quando abbiamo aperto il nuovo conto corrente per la costituzione di un fondo nel quale fare confluire la sottoscrizione popolare in favore di Liberazione, più di cento persone, da ogni parte d’Italia, hanno prontamente risposto all’appello, inviando somme della più varia entità: tutte ugualmente preziose, tutte importantissime per concorrere a tenere in vita unprogetto editoriale di questo giornale. <strong>Ad oggi sono stati sottoscritti <span style="color: #ff0000;">16.492 euro</span></strong>, ai quali vanno sommati gli importi, anch’essi rilevanti ma al momento non quantificabili, che affluiscono sul conto corrente postale per rinnovare gli abbonamenti o per sottoscriverne di nuovi, malgrado il quadro di acuta incertezza che caratterizza l’attuale situazione. Appena saremo nelle condizioni di poterlo fare pubblicheremo tutti i nomi di quanti e quante stanno portando acqua a questo mulino e cercheremo di istituire sul sito un vero e proprio “contatore”, che dia conto, in tempo reale, dei progressi della sottoscrizione. Si tratta di segnali incoraggianti, che si aggiungono alle tante iniziative autoprodotte da circoli e da singoli compagni e compagne che si stanno dando un gran daffare, con suggerimenti, proposte, ipotesi di lavoro di cui le lettere che quotidianamente pubblichiamo rappresentano un esempio eloquente. Si tratta ora di continuare, con la più ferma determinazione, facendo leva sullo spirito di emulazione e su una collettiva assunzione di responsabilità verso il giornale. Si tratta cioè di battere il ferro finchè è caldo e di lavorare affinchè la corsa alla difesa del nostro giornale diventi un cimento di massa, un’impresa di inedite proporzioni. Perché la voragine finanziaria aperta dal taglio dei finanziamenti pubblici è davvero imponente. Provarci e cogliere un risultato significativo sarebbe già, di per sè, un vero e proprio evento politico e culturale, un segnale di vitalità e reattività democratica che scuoterebbe un mondo politico non abituato a queste prove di disinteressata generosità.</p>
<p>Dino Greco
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		<title>Liberazione torna on-line e liberamente scaricabile e stampabile</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 12:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[liberazine]]></category>
		<category><![CDATA[sottoscrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Condividete la notizia !!! Da oggi liberazione torna in edicola, anzi in rete con il giornale in PDF liberamente scaricabile condivisibile e stampabile Liberazione on-line e liberamente scaricabile Questo il conto corrente bancario per sottoscrivere in favore di Liberazione: Intestato a: M.r.c. S.p.a. Salviamo Liberazione Banca Popolare Etica IBAN IT11S0501803200000000333333]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fbconnect_head_share" style=""><fb:like layout="box_count" font="arial" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/04/165/"></fb:like><br/><br/><g:plusone href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/04/165/" size="tall"></g:plusone><br/><br/><fb:send href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/04/165/"></fb:send><br/><br/><a href="http://twitter.com/share"  class="twitter-share-button" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/04/165/" data-text="Liberazione torna on-line e liberamente scaricabile e stampabile" data-count="vertical" data-via="" data-lang="it"></a><br/><br/><script type="IN/Share" data-url="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/04/165/" data-counter="top"></script> <br/><br/><fb:share-button display="popup" class="url" type="box_count" href="http://www.rifondazioneprato.it/2012/01/04/165/" /></div>
<p>Condividete la notizia !!! Da oggi liberazione torna in edicola, anzi in rete con il giornale in PDF liberamente scaricabile condivisibile e stampabile</p>
<p><a href="http://www.liberazione.it/rubrica-folder/Il-giornale-in-pdf.htm">Liberazione on-line e liberamente scaricabile</a></p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}"><strong>Questo il conto corrente bancario per sottoscrivere in favore di Liberazione: Intestato a: M.r.c. S.p.a. Salviamo Liberazione Banca Popolare Etica IBAN IT11S0501803200000000333333</strong></p>
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