Al lavoro sulla Federazione
Di Davide Pappalardo
fonte: essere comunisti del 08/10/2009
A fine novembre un’altra iniziativa nazionale, preceduta da assemblee sui territori
La Federazione comincia a prendere forma. Il segretario nazionale Paolo Ferrero, durante la direzione nazionale di mercoledì 7 ottobre, ha infatti proposto un intenso ruolino di marcia che ci porterà a fine autunno 2010 ad un congresso della Federazione stessa. Queste le tappe: a fine novembre un’”assemblea di ritorno”, rispetto a quella del 18 luglio, per avviare la parte costituente della federazione; da subito assemblee sui territori con le stesse modalità utilizzate per l’iniziativa del 18 luglio; nel corso dell’anno un lavoro politico e anche organizzativo (tesseramento). Prima dell’assemblea di fine novembre secondo il segretario occorre però un Cpn e quindi i documenti sulle regole ed il manifesto politico dovranno essere chiusi entro fine ottobre. Inoltre a breve anche un’assemblea nazionale dei segretari di circolo (proposta avanzata da Stefano Zuccherini e accolta dal segretario in sede di replica).
Sulle regole e sul gruppo di lavoro che se ne occupa, ha relazionato il responsabile nazionale Organizzazione Claudio Grassi. Due le fasi in discussione. La prima che va da oggi al congresso costituente, la seconda che riguarda la federazione vera e propria. Per quanto riguarda la prima fase si sta discutendo di un coordinamento nazionale per quote pattuite dai soci fondatori, non superiore a 50 unità; di un esecutivo nazionale, composto da un massimo di 10 fra compagne e compagni; di una/un portavoce, una sede in viale del Policlinico ed un ufficio stampa. Si pensa anche ad uno statuto provvisorio e si sta valutando se tradurre a livello locale la stessa struttura utilizzata a livello nazionale. C’è la anche previsione di un tesseramento autonomo, ma chi è iscritto ai partiti e movimenti che aderiscono lo è di diritto anche alla federazione. Per quanto riguarda la seconda fase, e cioè gli organismi definitivi, si pensa ad una quota riservata ai soci fondatori, l’altra parte agli iscritti alla federazione. La discussione è comunque ancora in corso.
A Rosa Rinaldi il compito di illustrare lo stato dei lavori sul manifesto politico, che ha spiegato, è la descrizione di un profilo politico della federazione relativa ai fondamentali attorno a cui i soggetti si ritrovano e si ritroveranno nel percorso. Condensati in poche pagine si troveranno quindi i valori della federazione che riguarderanno il lavoro, l’ambiente, la critica al patriarcato, pace, disarmo, i beni comuni nel senso più largo del concetto (comprendendo quindi anche sapere e cultura), uguaglianza, diversità, solidarietà.
La discussione ha però messo in luce una certa lentezza nel procedere. Bruno Steri ha fatto rilevare come ad esempio la federazione non sia conosciuta al di fuori dalle sedi di partito. Il simbolo – ha affermato - va fatto conoscere e dietro simbolo deve esserci l’iniziativa politica.
Per Claudio Grassi l’argomento richiede una maggiore determinazione, “non si può andare avanti con il freno a mano tirato”. Così, ha continuato Grassi, si brucia la forza politica della federazione perché la nostra gente percepisce che diciamo cose giuste ma poi non ci dà consenso perché non siamo credibili, ci dividiamo, “la federazione invece dà un segnale inverso”.
Maria Campese ha ricordato come il percorso sia stato già tracciato da mesi e quindi è necessario andare avanti con decisione e con la promozione del processo costituente sui territori.
Per Mauro Cimaschi il treno si è avviato, ma a fatica e i tempi sono ristretti. Rischiamo quindi di farlo deragliare. Inoltre occorre definire un profilo politico, caratterizzandoci sulle questioni del lavoro. Anche per Simone Oggionni è arrivato il tempo per il Prc di decidere di investire sulla federazione a tutti i livelli. Una discussione prolungata decreterebbe la morte della federazione.
Secondo Mimmo Caporusso la federazione è un’opportunità, un messaggio di unità al popolo della sinistra e non l’ennesima divisione. Non si può quindi perdere più tempo.
Per Stefano Cristiano dentro la federazione occorre portare i soggetti che vengono dalle lotte, elemento vitale anche per ricostruzione del gruppo dirigente del partito. E sul terreno concreto è arrivato l’esempio di Roma, portato da Giuseppe Carroccia. Nella capitale il 29 ottobre si terrà l’assemblea cittadina di “tutti quelli che resistono”, lanciata dal Prc e dal Pdci, e ad una prima riunione sulla crisi hanno partecipato 50 soggetti, tra sindacati, associazioni, sindacati, per creare una staffetta tra le lotte.
Da Leonardo Masella preoccupazioni sulla mancata posizione comune della federazione sull’imminente e importante congresso della Cgil: “una parte della federazione sostiene Epifani e non il documento alternativo”. E’ un problema politico enorme per l’unità della sinistra e per l’unità dei comunisti, ha spiegato il capogruppo Prc in Emilia-Romagna che ha invitato il Partito a non evitare di discutere della questione sindacale.
La riunione della direzione ha fatto però emergere anche nodi critici della Federazione, sia politici che organizzativi rispetto a temi come il tesseramento, il nome della federazione, il simbolo, la cessione di sovranità.
A fine seduta è stata approvata a larga maggioranza la proposta di direzione della rivista del Partito – Lidia Menapace sarà la direttora, vicedirettori Armando Petrini e Sandro Valentini. La direzione verrà quindi affiancata da una redazione più larga. Via libera anche al progetto politico della rivista che ha al suo centro proprio la rifondazione comunista. Hanno votato contro questa proposta, Eleonora Forenza, Imma Barbarossa e Gianluigi Pegolo.
Il terzo dei tre punti all’ordine del giorno, la discussione sulle regionali, verrà trattato durante la prossima riunione della direzione nazionale che si terrà venerdì 16 ottobre.
