Phonemedia-Omega: sciopero ad oltranza da nord a sud
Vercelli, Biella, Novara, Monza, Bologna, Catanzaro e Vibo Valentia. «Hanno preso i soldi e sono scappati»
Assume sempre più i contorni di un vero e proprio giallo la vicenda dei call center Phonemedia di proprietà della multinazionale Omega. Ecco spuntare a sorpresa (per noi ma non per i lavoratori piemontesi) la figura di Roberto Rosso, parlamentare Pdl. E' lui - sconfitto nel 2001 nella corsa alla poltrona di sindaco di Torino da Sergio Chiamparino, responsabile del dipartimento "Politiche sociali e Welfare" di Forza Italia, fondatore del movimento "Italia e Libertà", struttura di supporto ai circoli di Marcello Dell'Utri - l'artefice dell'apertura del sito Phonemedia nella sua Trino (Vercelli). E' lo stesso parlamentare a vantarsene in diverse lettere inviate ai dipendenti del call center piemontese: «A suo tempo mi attivai personalmente per cogliere l'opportunità di lavoro e reddito che, originariamente, era indirizzata non a Trino ma a Pero, in provincia di Milano». Deus ex machina dell'operazione, oggi rivendica meriti per aver organizzato i tavoli di confronto fra i lavoratori e la proprietà presso il ministero per lo Sviluppo Economico al cospetto del ministro Scajola e del sottosegretario Saglia, «miei amici di lunga data e compagni di partito».
Ma se il 24 settembre, in una missiva ai dipendenti, rassicurava tutti che «fortunatamente Phonemedia non solo non ha chiuso i battenti, ma ha trasferito la propria attività all'inglese Omega Spa che (…) è oggi il primo Gruppo italiano nel settore e può vantare altissimi indici di fatturato e di utili», il 30 dello stesso mese così scriveva: «Il Gruppo […] ha commesse, ha lavoro, ma purtroppo versa in una grave crisi di liquidità finanziaria» ma entro il 12 ottobre provvederà «a pagare la seconda tranche degli stipendi (di agosto, ndr)».
Ora chiediamo all'on. Rosso: dove sono quei soldi? Perché «ad oggi tutti i dipendenti Phonemedia sono ancora senza stipendi e in sciopero a oltranza da lunedì?» denuncia Roberto, dal sito di Trino Vercellese, per il quale l'operato dell'onorevole, «oltre ad essere discutibile dal punto di vista politico e umano, sta solo creando confusione nei lavoratori». Per questo a Trino i 300 lavoratori a tempo indeterminato e i 50 con contratto a termine, ieri mattina hanno organizzato un presidio davanti l'ingresso dell'azienda e poi alla prefettura di Vercelli.
A Biella la giornata di ieri è iniziata con un presidio di 150 lavoratori trasformatosi in occupazione della sede alla notizia che, causa ferie dei dirigenti, l'azienda avrebbe chiuso i battenti per il resto della giornata. Occupazione «giusta, inevitabile - secondo il consigliere comunale Roberto Pietrobon (La Sinistra) - vista l'assurdità del comportamento dei vertici di Phonemedia». Ora la palla passa al Comune che «dovrà necessariamente venire incontro alle nostre richieste, a partire dall'attivazione di forme di tutela del reddito indiretto». Blocco delle bollette e dei pagamenti per i dipendenti senza stipendio da mesi, quindi, «ma anche trovare, nel fondo di solidarietà istituito lo scorso anno dalla precedente Giunta, risorse per alleviare lo stato di difficoltà dei lavoratori».
A Novara, invece, i 700 lavoratori Phonemedia continuano a darsi il cambio, ogni 3 ore, nella tendopoli allestita sotto la prefettura. Un presidio 24 ore su 24, «per chiedere al Governo un intervento serio e deciso» spiega Silvia, «anche perché stiamo ancora aspettando che le promesse fatte da un membro del loro partito (l'on. Rosso, ndr) diventino realtà: cioè il pagamento della seconda tranche degli stipendi di agosto, che lui ci aveva garantito ma di cui non c'è traccia».
E se oggi a Ivrea (To) i dipendenti si improvviseranno lavavetri per poi recarsi sotto il palazzo comunale dove Regione, Provincia e Comune si riuniranno per affrontare il discorso relativo ai call center, a Monza sono in programma presidi in piazza del Duomo e nella zona del mercato cittadino; mentre a Bologna i dipendenti della sede di Casalecchio di Reno effettueranno un volantinaggio informativo sotto le Due Torri, in piazza Ravegnana.
Sempre ieri circa duecento dipendenti della Answers di Pistoia si sono recati in corteo dai cancelli dell'azienda fin sotto il Comune. Dopo due ore di presidio una folta delegazione ha incontrato il sindaco Berti che ha ribadito la propria vicinanza ai lavoratori assicurando che «il Comune si farà portavoce dell'emergenza Answers presso tutti i livelli istituzionali».
Domani, invece, i lavoratori delle sedi calabresi Phonemedia di Vibo Valentia e Catanzaro saranno insieme per le strade del capoluogo per un corteo cittadino che si concluderà sotto la sede della Regione dove chiederanno un incontro con l'assessore al Lavoro, Mario Maiolo per denunciare, spiega Antonio Callà del Prc di Vibo Valentia, «l'inaccettabile comportamento di un'azienda che ha beneficiato di ben 11 milioni e mezzo di euro come incentivo alle imprese per l'incremento occupazionale e la formazione dei neo assunti provenienti dalla Regione Calabria».
Di Daniele Nalbone su "Liberazione" del 30/10/2009
